De hominis superessendam

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L'astronauta statunitense Micheal L. Gernhardt agganciato al braccio robotico dello Space Shuttle Endeavour, con la Terra 1995.

Di Renato Ongania (gennaio 2021)

De hominis superessendam è la traduzione latina del titolo Sulla sopravvivenza dell'uomo.

Questa breve trattazione prende spunto da una serie di letture e di approfondimenti a cui sono stato indirizzato dal prof. Mauro Ceruti nel corso Filosofia della Complessità (anno accademico 2020-2021), presso l'Università IULM di Milano.

La scelta della lingua latina per il titolo è da attribuire alla volontà di assegnare una funzione evocativa all'espressione. Si richiama un umanesimo delle Lettere, quasi scomparso, e più precisamente la scelta mette in luce una lingua morta. Non tutto ciò che è morto, scompare.

La trattazione prenderà in considerazione un grappolo di concetti per la lettura di un problema (la sopravvivenza dell'uomo) a partire da quelli di base. Lo spirito con cui sono compilati questi appunti è di natura poetica e non prosaica.

Grappolo di concetti

  • Complessità - dalla sua etimologia latina abbiamo il verbo plectere 'intrecciare' unito a cum 'con', intrecciare insieme.
    • Progresso - idea paradigmatica che ha caratterizzato gli ultimi cinque secoli tale per cui il progresso ci farà star meglio, benessere.
    • Globalizzare la Solidarietà - Papa Francesco
    • Globalizzare le Risorse Ambientali - "Greta"?
    • Concepire la Civiltà della Terra - Edgar Morin (Terra Patria), incontro tra civiltà
    • Europa laboratorio di innovazione istituzionale, Comunità di Destino - Otto Bauer la chiamò Schicksalgemeinschaft - un'Europa che diventa una "terza via" che scarta un'Europa pragmatica tanto quanto scarta un'Europa identitaria.

Problemi di base

  1. La relazione uomo - conoscenza
  2. La relazione uomo - pianeta
  3. La relazione popoli - popoli
  4. La mutata condizione umana

Fonti principali per la trattazione

Le letture suggerite dal prof. Mauro Ceruti sono state affrontate in quest'ordine:

  • Il tempo della complessità, Mauro Ceruti, Cortina, Milano, 2018.[1]
  • Sull'estetica, Edgar Morin, Cortina, Milano, 2019, titolo originale Sur l'esthétique, Éditions Robert Laffont, 2016.[2]
  • La testa ben fatta, Edgar Morin, Cortina, Milano, 2000, titolo originale La tête bien faite, Seuil, 1999.[3]
  • Evoluzione senza fondamenti, Mauro Ceruti, Meltemi, Milano, 2019.[4]

Approfondimenti:

1. La relazione uomo - conoscenza

Si vuole accennare al problema della mutata relazione uomo - conoscenza nel corso dei secoli e in modo particolare negli ultimi decenni.

Dal non sapere di non sapere si arriva a sapere di non sapere e quindi a cercare di sapere. La società della conoscenza offre saperi frammentati ponendo un ostacolo all'integrazione. Occorre maggiore capacità culturale. L'evoluzione tecnologica ha prodotto un'estensione della responsabilità umana verso nuovi ambiti: le specie viventi, gli ecosistemi naturali, il pianeta nella sua interezza, l'identità biologica della natura umana, la possibilità stessa della sopravvivenza della specie.

Uno degli eventi epocali che ha forzato l'uomo a mutare la propria relazione con la conoscenza dallo sviluppo della Fisica di '800 e '900 sino all'applicazione della bomba atomica, e l'utilizzo stesso che si è fatto di questa tecnologia.

2. La relazione uomo - pianeta

Libro: L'Uomo planetario, Ernesto Balducci. Cogliendo profeticamente l'allargamento a una prospettiva globale dei fondamentali quesiti etici, Ernesto Balducci indica alcune strade percorribili attraverso un'analisi che passa attraverso il filtro della religione e del rinnovamento laico e non-violento. Il volume, pubblicato nella riedizione originale del 1989, resiste alla caduta del muro di Berlino, alla guerra del Golfo e alla tragedia dell'11 settembre non solo mantenendo la sua attualità, ma anticipando le tematiche più impellenti che le grandi chiese del mondo si trovano oggi ad affrontare. Ernesto Balducci (1933-1992), laureato in Lettere e appartenente all'Ordine degli Scolopi, è una delle figure più significative della Chiesa italiana del secondo Novecento. In carcere prima di don Milani per la sua obiezione di coscienza... L'uomo creatore di se stesso, secondo Balducci, rappresenta un patto col diavolo.

3. La relazione popoli - popoli

il 1492 ha rappresentato una svolta epocale. Gli incontri tra le culture non solo hanno prodotto fusioni, omologazioni (lingue, cibo, vestiario) e annientamenti, ma anche nuove resistenze all'omologazione, nuovi confini culturali, nuovi meticciati, nuovi ibridi.

Da questa distruzione di popoli nascono tuttavia nuove istanze di rispetto dei diritti umani come Bartolomé de Las Casas, in grado di attribuire valore alla diversità e dignità all'umano.

Perché l'Europa possa essere qualcosa di diverso da terreno di conquista occorre un cambiamento di paradigma. L'Europa si fonda su un patto di solidarietà esterna agli stati, tale processo deve estendere ulteriormente i confini della solidarietà, appunto "globalizzarla", concepire una solidarietà planetaria.

L'attualità delle immigrazioni non regolamentate (rotta balcanica) solleva diversi problemi di convivenza e di Diritto Internazionale e palesa una inadeguatezza del progetto europeo che va verso una nuova sacralizzazione dei confini e populismi.

4. La mutata condizione umana

La condizione umana è cambiata. Occorre prendere coscienza di questo cambiamento. Occorre intensificare il dialogo tra scienza, etica e politica. Prendere coscienza degli intrecci e diversità che attraversano i saperi scientifici. La sfida evidentemente poggia sul piano della formazione delle nuove teste ben fatte (scuola a vari livelli). L'idea di fondo del pensiero di Ceruti, come evidenzia Edgar Morin nella prefazione al libro Il tempo della complessità, è che l'umanità è un processo incompiuto, così come è incompiuta la specie umana.

Conclusioni

"Siamo come nani sulle spalle dei giganti", indubbiamente e sempre più.

Siamo anche nani in competizione gli uni contro gli altri, un tantino miopi e ancor peggio, generalmente irresponsabili.

Le rivoluzioni scientifiche del Novecento e gli ultimi sviluppi della tecnologia hanno mutato per sempre il potenziale dell'uomo, aumentandolo a dismisura. Parallelamente le scienze deboli (per distinguerle dalle scienze forti), non si sono sviluppate di pari grado.

Gli Stati nazionali sono in forte crisi, le comunità di stati non sono diventate Comunità di Destino... e siamo alle prese con l'effetto farfalla con una frequenza sempre maggiore. Il mondo è sempre più interconnesso e senza fondamenti.

La sopravvivenza dell'Uomo è un problema che intreccia diversi saperi, è certamente un problema complesso che riguarda l'uomo (corpo biologico), la famiglia e la convivenza coi suoi cari, i gruppi e l'umanità. Ma non si esaurisce a questi fattori, si estende a tutti gli esseri viventi e al creato. La sopravvivenza, nella sua molteplice dimensione riguarda gli aspetti spirituali e religiosi e anche risposte sul Senso da dare alla vita, da ricercare in Dio o in una misura infinita.

Sul piatto ci sono problemi globali come lo sfruttamento delle risorse planetarie, l'inquinamento, la povertà, le guerre, gli -ismi.

Per riuscire a migliorare la sopravvivenza, occorre un cambiamento di paradigma.

La parola chiave è "Responsabilità". Occorre declinarla a tutti i livelli.

Note